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Due giorni, 24 progetti musicali, due palchi e una bella dimostrazione di cosa può succedere quando persone e territori diversi iniziano a parlarsi. Spoiler: può nascere qualcosa di davvero interessante.

Quante volte ci capita di scoprire una band su Instagram, ascoltare trenta secondi di un brano su Spotify e poi passare al contenuto successivo, dimenticandoci tutto cinque minuti dopo?
Ecco, PARTI MOSHO 2026 nasce proprio per provare a invertire questa abitudine. Il suo claim, FROM FEED TO FEEDBACK, è già tutto un programma: meno scrolling automatico, più musica vissuta, ascoltata e condivisa dal vivo.
Il 25 e 26 settembre, a Putignano, l’Ex Macello ha ospitato due giornate dedicate alla scena musicale indipendente italiana ed europea, con 24 progetti artistici, due palchi e una programmazione pensata per scoprire nuovi suoni senza dover scegliere quale concerto sacrificare.
Ma PARTI MOSHO non è soltanto una questione di amplificatori, chitarre e volumi che fanno vibrare lo sterno. Perché, a volte, le cose più interessanti succedono anche lontano dal palco.

Per questa edizione, anche due volti legati a Radio iNext sono stati protagonisti del festival, con due ruoli diversi ma complementari.
Bartolo ha preso parte alle Listening Sessions, il momento in cui la musica emergente viene messa al centro dell’ascolto e del confronto. Nella location diurna del festival, il Giardino Pensile di Palazzo Principe Romanazzi Carducci, i brani diventano un’occasione per incontrare professionisti della musica, condividere impressioni e ricevere feedback concreti.
Niente classifiche da talent show e niente giudici con il pulsante rosso: qui si ascolta, si discute e si prova a capire quale strada possa percorrere un progetto musicale. Perché dietro una canzone ci sono persone, idee e possibilità che meritano più di un semplice skip.

Andrea, invece, ha ricoperto il ruolo di stage manager del palco principale, lavorando dietro le quinte per coordinare le attività sul palco e contribuire al buon andamento dello spettacolo.
Un ruolo in cui organizzazione, tempismo e comunicazione fanno la differenza: mentre il pubblico si gode i concerti, il backstage deve funzionare come un orologio. O almeno provarci, perché dal vivo l’imprevisto è sempre dietro l’angolo!
Due prospettive differenti, dunque, che raccontano bene quanto sia articolato il mondo della musica: da una parte la scoperta e la valorizzazione degli artisti, dall’altra il lavoro tecnico e organizzativo che permette alla musica di arrivare al pubblico.

Ma c’è un aspetto di questa storia che ci sta particolarmente a cuore.
Il legame tra queste esperienze e il mondo di Luoghi Comuni racconta qualcosa che va oltre la partecipazione a un festival: racconta cosa succede quando una rete riesce davvero a mettere in relazione persone, competenze e territori differenti.
Luoghi Comuni, iniziativa della Regione Puglia, crea occasioni di incontro e collaborazione tra realtà che animano spazi pubblici in tutta la regione. E proprio da queste connessioni è nato anche il percorso che ha portato alla nascita di Mosho Dischi, spin-off di AltreMenti Labs.
Non è una coincidenza da poco. È un esempio concreto di come un incontro possa trasformarsi in un progetto e di come un’esperienza condivisa possa aprire strade che, individualmente, forse non avremmo mai percorso.

Pensateci: persone che partono da luoghi diversi, con esperienze e competenze differenti, si incontrano grazie a una rete. Da lì nascono collaborazioni, nuove opportunità e occasioni per mettersi in gioco. E poi ci si ritrova a lavorare a un festival come PARTI MOSHO, tra listening session, backstage e palchi da mandare avanti.
Questo è il bello delle connessioni: non sai mai dove possono portarti, ma a volte ti portano esattamente dove vorresti essere.
Ed è anche il motivo per cui crediamo che progetti come Luoghi Comuni siano importanti: non soltanto perché danno vita agli spazi, ma perché permettono alle persone di costruire qualcosa insieme.

PARTI MOSHO 2026 ci ricorda che la musica indipendente non vive soltanto nei dischi pubblicati o nei concerti davanti al pubblico. Vive anche nelle conversazioni tra un ascolto e l’altro, nei professionisti che si incontrano, negli artisti che ricevono un consiglio utile e nelle persone che decidono di collaborare.
E, soprattutto, vive in quella rete di relazioni che permette a un progetto di crescere e a un territorio di esprimere nuove energie.
Per Radio iNext, vedere queste connessioni prendere forma attraverso il lavoro di Bartolo e Andrea significa ritrovare qualcosa in cui crediamo da sempre: la comunicazione non serve soltanto a raccontare quello che succede, ma può contribuire a far succedere qualcosa.
Perché alla fine è proprio questo il punto: uscire dal feed, incontrarsi davvero e trasformare le idee in esperienze concrete.
La musica mette in connessione. Le persone fanno il resto.
E quando le connessioni funzionano, il risultato può essere molto più grande della somma delle singole parti.
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Vincitore Luoghi Comuni e Spazi di Prossimità – iniziativa promossa dalle Politiche Giovanili della Regione Puglia e ARTI finanziata con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020 e del Fondo Nazionale Politiche Giovanili
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